Liquidità, volatilità e perdita permanente: perché chiamiamo “rischio” tre problemi completamente diversi
Tre investitori.
Il primo apre l’app e vede:
-20%.
Il secondo prova a ritirare il proprio capitale.
Risposta:
“Disponibile tra 36 mesi.”
Il terzo riceve una comunicazione:
“La società è insolvente.”
Tutti e tre potrebbero dire:
“Il mio investimento è rischioso.”
Ma stanno vivendo:
tre problemi completamente differenti.
Nel primo caso:
il prezzo è sceso.
Nel secondo:
il capitale è bloccato.
Nel terzo:
potrebbe esserci una vera perdita economica.
Mettere tutto dentro la parola:
rischio
può diventare pericoloso.
Perché se non sappiamo quale rischio stiamo affrontando, diventa molto più difficile:
analizzarlo.
Primo rischio: volatilità
Investi:
10.000 €.
Dopo sei mesi il valore di mercato è:
8.000 €.
Hai:
-20%.
È una perdita?
Sul valore di mercato:
sì.
È necessariamente definitiva?
No.
Se l’asset continua a esistere e successivamente recupera, quella perdita potrebbe essere:
temporanea.
Questa oscillazione del prezzo è parte di ciò che comunemente chiamiamo:
volatilità.
Ma attenzione.
Dire:
“È solo volatilità”
non significa:
“Recupererà sicuramente.”
Un asset può scendere temporaneamente.
Oppure:
non recuperare mai.
Quindi la vera domanda è:
perché il prezzo è sceso?

Secondo rischio: illiquidità
Immaginiamo un investimento che non oscilla praticamente mai.
Sul portale leggi:
100.000 €.
Il mese successivo:
100.800 €.
Tutto tranquillo.
Poi vuoi uscire.
Scopri che:
non esiste mercato secondario;
il rimborso avviene alla scadenza;
mancano ancora tre anni.
Il prezzo non è volatile.
Ma hai un rischio differente:
non puoi utilizzare il capitale quando vuoi.
Investor.gov definisce il rischio di liquidità come il rischio che un investitore non riesca a trovare un mercato per il proprio investimento, impedendogli di comprarlo o venderlo quando desidera.
Quindi:
BASSA VOLATILITÀ
non significa necessariamente:
BASSO RISCHIO.
Un asset può avere un prezzo apparentemente stabile semplicemente perché:
non viene scambiato frequentemente.
Il paradosso dell’immobile
Immagina una casa.
Non ricevi ogni secondo:
un prezzo aggiornato.
Quindi non vedi:
+2%
-4%
+1%
sull’app.
Sembra:
stabile.
Ma se dovessi venderla domani potresti scoprire che il mercato accetta:
270.000 €
invece dei:
300.000 €
che avevi attribuito al bene.
L’assenza di una quotazione continua non significa:
assenza di rischio.
Significa che il rischio potrebbe:
non essere continuamente visibile.
Terzo rischio: perdita permanente
Qui entriamo in un’altra categoria.
Hai investito:
10.000 €.
La società fallisce.
Gli asset vengono liquidati.
Dopo procedure e creditori, recuperi:
2.000 €.
Gli altri:
8.000 €
non sono una fluttuazione del prezzo.
Sono diventati:
una perdita economica effettiva.
Non devi aspettare il prossimo bull market.
Non è un problema di volatilità.
Il capitale:
non esiste più nella forma iniziale.
Le cause possono essere differenti
La perdita permanente può nascere da:
fallimento;
default;
frode;
deterioramento irreversibile del business;
leva eccessiva;
perdita del collateral;
obsolescenza;
cambiamenti strutturali.
Per questo la SEC ricorda che ogni investimento comporta il rischio di perdere una parte o anche tutto il capitale investito.

Ecco perché “quanto è rischioso?” è una domanda incompleta
Immagina che qualcuno dica:
“Questo investimento è poco rischioso.”
La risposta dovrebbe essere:
“Poco rischioso rispetto a cosa?”
Rischio di:
perdita?
volatilità?
illiquidità?
controparte?
inflazione?
valuta?
tecnologia?
regolamentazione?
Il termine:
rischio
senza specificazione racconta:
molto poco.
Un investimento potrebbe avere bassa volatilità ma elevato rischio di controparte
Per esempio:
un prestito privato.
Valore:
sempre 10.000 €.
Nessun grafico rosso.
Ma tutto dipende dalla capacità di:
un debitore
di restituire:
capitale + interessi.
Il rischio è:
credito.
Non:
volatilità.
Oppure alta volatilità ma elevata liquidità
Un asset quotato può oscillare:
fortemente.
Ma potresti essere in grado di venderlo:
in pochi secondi.
In questo caso hai:
rischio di prezzo
ma:
alta liquidità.
Di nuovo:
rischi differenti.
Costruiamo una matrice del rischio
Per ogni progetto potremmo analizzare almeno:
VOLATILITÀ
Quanto può cambiare il prezzo?
LIQUIDITÀ
Quanto facilmente posso uscire?
CAPITALE
Quanto posso perdere definitivamente?
CONTROPARTE
Da chi dipendo?
ORIZZONTE
Quanto tempo rimane impegnato il capitale?
LEVA
Esistono debiti che amplificano le perdite?
REGOLAMENTAZIONE
Quali regole proteggono o condizionano il rapporto?
A quel punto la domanda:
“È rischioso?”
diventa:
“Quali rischi presenta, e quali di questi sto accettando?”
Anche la diversificazione deve tenere conto del tipo di rischio
Possedere:
dieci investimenti
tutti illiquidi
significa:
diversificare i singoli progetti
ma mantenere:
un enorme rischio di liquidità.
Possedere:
dieci prestiti
verso lo stesso debitore
significa:
dieci contratti
ma:
una sola controparte.
La SEC sottolinea proprio che la diversificazione dovrebbe riguardare differenti asset, settori ed esposizioni, non soltanto il numero degli investimenti.

Il rischio che vedi non è sempre quello più importante
Un grafico rosso cattura immediatamente la nostra attenzione.
-10%.
-20%.
-30%.
Ma alcune delle perdite più gravi possono nascere da rischi che non producono:
nessun grafico.
Un capitale bloccato.
Una controparte fragile.
Una garanzia insufficiente.
Un contratto che limita l’uscita.
Un business che smette di generare cassa.
Per questo il risk management non consiste soltanto nel chiedere:
“Quanto può scendere?”
Consiste nel chiedere:
“In quali modi diversi posso avere un problema?”
E soprattutto:
“Quale di questi problemi potrebbe trasformarsi in una perdita permanente?”
FAQ
Volatilità significa perdita?
La volatilità descrive oscillazioni del valore. Una discesa può essere temporanea, ma non esiste garanzia di recupero.
Un investimento non volatile è sicuro?
No. Potrebbe avere rischi di liquidità, credito, controparte o perdita permanente che non vengono mostrati da un prezzo continuamente aggiornato.
Cos’è il rischio di liquidità?
È il rischio di non riuscire a comprare o vendere un investimento quando desiderato o senza subire condizioni significativamente peggiori.
Cosa si intende qui per perdita permanente?
Una riduzione del capitale che non deriva semplicemente da un’oscillazione temporanea, ma da un deterioramento economico irreversibile, default, fallimento o altra causa che impedisce il recupero del valore.
Diversificare elimina questi rischi?
No. Può ridurre alcune concentrazioni, ma nessuna diversificazione elimina tutti i rischi.
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