Diversificazione geografica: perché investire in Paesi diversi potrebbe non bastare

Diversificazione geografica: investire in cinque Paesi non basta se dipendono tutti dallo stesso ciclo

Immagina questo portafoglio:

Italia.

Germania.

Francia.

Spagna.

Paesi Bassi.

Cinque Paesi.

Sembra:

molto diversificato.

Ora aggiungiamo un dettaglio.

In tutti e cinque hai investito in:

aziende immobiliari altamente indebitate.

Tutte dipendono da:

tassi bassi;

credito disponibile;

prezzi immobiliari forti.

Hai davvero cinque rischi differenti?

Oppure possiedi:

cinque versioni geografiche dello stesso rischio?

È una distinzione fondamentale.

Perché diversificare non significa semplicemente:

contare quante bandiere possiedi.

Significa capire:

cosa può far perdere valore ai tuoi investimenti contemporaneamente.

Geografia e rischio economico non sono la stessa cosa

Investimento A:

Italia.

Investimento B:

Stati Uniti.

Investimento C:

Germania.

Tre Paesi.

Ma se tutte le attività dipendono:

dal prezzo del petrolio,

una caduta del petrolio può colpirle insieme.

Oppure:

cinque società tecnologiche.

Cinque nazioni differenti.

Ma tutte dipendono:

dalla stessa domanda di semiconduttori.

Il passaporto dell’azienda cambia.

Il motore economico:

molto meno.

La SEC ricorda che una vera diversificazione deve avvenire sia tra differenti categorie di asset sia all’interno delle stesse categorie, cercando esposizioni che possano reagire in modo differente alle condizioni di mercato.



La parola importante è correlazione

La correlazione descrive quanto due investimenti tendono a:

muoversi insieme.

In termini statistici può variare tra:

-1

e

+1.

Una correlazione vicina a:

+1

indica movimenti molto simili.

Vicino a:

0

una relazione lineare debole.

Vicino a:

-1

movimenti opposti.

Il principio per la diversificazione è intuitivo:

se tutto ciò che possiedi tende a scendere:

nello stesso momento

hai meno protezione di quanto il numero degli asset potrebbe suggerire.

La relazione tra correlazione e diversificazione è riconosciuta anche nella documentazione SEC: investimenti che non si muovono perfettamente insieme possono contribuire a ridurre il rischio complessivo del portafoglio.

Primo rischio comune: i tassi

Immaginiamo cinque società in:

cinque Paesi.

Tutte hanno:

molto debito.

Se i tassi aumentano:

aumenta il costo del finanziamento;

può diminuire la domanda;

può aumentare la pressione sui margini.

Cinque aziende.

Cinque bandiere.

Un unico:

fattore di rischio.

Secondo rischio: il settore

Hai:

immobiliare italiano;

immobiliare spagnolo;

immobiliare francese;

immobiliare tedesco.

Geograficamente:

diversificato.

Settorialmente:

molto concentrato.

Una crisi che colpisce il settore immobiliare europeo potrebbe coinvolgere:

tutti.

Terzo rischio: la valuta

Puoi investire in attività molto diverse ma tutte denominate in:

dollari.

Per un investitore che ragiona in euro esiste anche:

l’esposizione valutaria.

Se la valuta si muove significativamente, una parte del risultato può dipendere:

non dall’asset,

ma:

dal cambio.

Quarto rischio: il cliente finale

Questo è ancora più sottile.

Società A:

Germania.

Società B:

Corea.

Società C:

USA.

Ma tutte vendono:

il 60% dei propri prodotti in Cina.

Se la domanda cinese cala:

tutte possono essere colpite.

La sede geografica non coincide necessariamente con:

la fonte economica dei ricavi.



La diversificazione non richiede che tutto sia opposto

Questo va chiarito.

Non dobbiamo cercare investimenti che si comportino sempre:

all’opposto.

L’obiettivo è evitare che l’intero patrimonio dipenda:

dalla stessa cosa.

La SEC suggerisce di diversificare:

classi di attività;

settori;

dimensioni;

tipologie di investimento;

esposizione al mercato.

Quindi potremmo costruire una mappa.

Per ogni investimento chiediamo:

Quale settore?

Quale valuta?

Quale cliente finale?

Quali tassi lo influenzano?

Quale ciclo economico?

Quale tecnologia?

Quale controparte?

A quel punto possiamo trovare:

correlazioni che la semplice geografia nasconde.

Una crisi può attraversare i confini in poche ore

Oggi le economie sono profondamente collegate.

Catene produttive.

Mercati finanziari.

Energia.

Tassi.

Commercio.

Tecnologia.

Quindi:

Paese diverso

non significa necessariamente:

ciclo diverso.

Una crisi globale del credito può colpire:

New York;

Milano;

Madrid;

Francoforte.

Con intensità differenti.

Ma attraverso:

lo stesso meccanismo.

Lo stress test più semplice

Prendi ogni investimento e completa questa frase:

“Questo investimento soffrirebbe molto se…”

Per esempio:

i tassi salissero;

il credito diventasse più costoso;

il petrolio scendesse;

la domanda cinese diminuisse;

l’euro si rafforzasse;

il mercato immobiliare rallentasse.

Poi confronta le risposte.

Se cinque investimenti hanno:

la stessa frase

hai trovato una concentrazione che forse non avevi visto.

Diversificazione significa differenza economica

Non:

Italia + Spagna + USA.

Ma possibilmente:

motori;

rischi;

settori;

clienti;

orizzonti

che non dipendono tutti dagli stessi eventi.

Naturalmente nessuna diversificazione elimina completamente il rischio. Anche Investor.gov ricorda che la diversificazione può ridurre il rischio complessivo ma non impedisce a un portafoglio di subire perdite durante forti ribassi generalizzati.


 

Cinque Paesi possono essere uno. Un solo Paese può contenere rischi molto diversi.

È il paradosso finale.

Possedere cinque asset in cinque nazioni non garantisce:

diversificazione.

Possedere attività molto differenti può invece creare esposizioni economiche più varie anche quando alcune condividono:

la stessa geografia.

Quindi la prossima volta che guardiamo un portafoglio non limitiamoci a:

contare gli asset.

O le bandiere.

Cerchiamo di capire:

quali fili economici li collegano.

Perché è lì che spesso si nasconde:

il vero rischio comune.

FAQ

Investire in Paesi diversi significa essere diversificati?
Può contribuire alla diversificazione, ma non è sufficiente se gli investimenti condividono gli stessi settori, fattori economici o fonti di rischio.

Cos’è la correlazione?
È una misura statistica di quanto due variabili, come i rendimenti di due asset, tendono a muoversi insieme.

Una correlazione bassa elimina il rischio?
No. Le correlazioni possono cambiare nel tempo e soprattutto durante le crisi.

Quali elementi dovrei confrontare oltre al Paese?
Settore, valuta, tassi, clienti, leva finanziaria, controparte, liquidità e ciclo economico sono alcuni esempi.

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