100 opportunità viste, 95 scartate: perché il valore può essere nelle cose che decidi di non fare
Immagina di vedere:
100 opportunità.
Dopo un primo controllo ne rimangono:
Dopo aver analizzato:
modello economico;
controparte;
liquidità;
contratti;
rischi;
costi,
ne restano:
Dopo ulteriori approfondimenti:
5.
I numeri sono soltanto un esempio.
Ma il principio è fondamentale.
Quando guardiamo il risultato finale vediamo:
le 5 rimaste.
Quasi mai vediamo:
le 95 eliminate.
Eppure una parte enorme del lavoro potrebbe essere proprio lì.
Il mercato mostra ciò che vuole essere scelto
Ogni giorno incontriamo:
nuovi progetti;
token;
piattaforme;
business;
fondi;
software;
operazioni immobiliari;
modelli di lending;
proposte legate all’economia reale.
Ognuna presenta:
i propri vantaggi.
È normale.
Chi presenta un progetto vuole spiegare:
perché dovrebbe essere interessante.
Ma il lavoro dell’analisi è differente.
Deve chiedere:
“Perché NON dovremmo farlo?”
Questa domanda cambia completamente il processo.

Primo filtro: capiamo cosa fa realmente?
Un progetto può sembrare:
innovativo;
tecnologico;
redditizio.
Ma se dopo alcune domande non riusciamo a spiegare:
da dove nasce economicamente il denaro
abbiamo già un problema.
Non significa necessariamente che il progetto sia sbagliato.
Significa:
non abbiamo ancora abbastanza elementi per comprenderlo.
E a volte questo è già sufficiente per:
non procedere.
Secondo filtro: chi sono le controparti?
Supponiamo che il modello economico sia chiaro.
Ora chiediamo:
chi detiene il capitale?
Chi deve pagare?
Chi gestisce l’attività?
Quali società sono coinvolte?
In quale giurisdizione?
Quale track record possiedono?
Una buona idea con una struttura debole può diventare:
una cattiva opportunità.
Terzo filtro: cosa accade quando qualcosa va male?
Molte presentazioni spiegano molto bene:
lo scenario positivo.
Il Team dovrebbe invece costruire anche:
lo scenario avverso.
Se il cliente non paga?
Se il collateral perde valore?
Se il mercato rallenta?
Se cambia una regola?
Se la piattaforma si ferma?
Se devo uscire?
Se non sappiamo rispondere, abbiamo trovato:
un’area da approfondire.
Quarto filtro: il rendimento compensa il rischio?
Immaginiamo due progetti.
PROGETTO A
Rendimento potenziale:
8%.
Capitale bloccato:
5 anni.
Controparte unica.
Liquidità bassa.
PROGETTO B
Rendimento potenziale:
6%.
Durata inferiore.
Più possibilità di uscita.
Struttura più semplice.
Quale è migliore?
Non possiamo rispondere guardando soltanto:
8 e 6.
Dobbiamo confrontare:
l’intero modello.
Perché “scartato” non significa “truffa”
Questa distinzione è importante.
Un progetto può essere escluso perché:
non è adatto ai criteri analizzati;
mancano informazioni;
il rapporto rischio/opportunità non convince;
la liquidità è insufficiente;
esistono alternative più comprensibili;
il momento non sembra coerente.
Questo non significa necessariamente:
“il progetto è sbagliato”.
Può significare semplicemente:
“non abbiamo abbastanza motivi per procedere”.
Sono due cose differenti.

Il costo dell’opportunità sbagliata non è solo il denaro
Immagina un capitale bloccato:
tre anni.
Anche se non perdi denaro, hai perso:
flessibilità.
Quel capitale non può essere utilizzato per:
un’emergenza;
un’altra opportunità;
un cambio di strategia.
Quindi lo screening deve considerare anche:
costo opportunità.
Una scelta non compete soltanto contro:
“non fare niente”.
Compete contro:
tutte le alternative disponibili.
Anche il tempo ha un valore
Immagina di analizzare personalmente:
100 progetti.
Per ognuno servono:
2 ore.
Sono:
200 ore.
E magari 90 vengono eliminati dopo pochi controlli.
Ecco perché un processo organizzato di ricerca e screening può avere valore anche prima di arrivare alla singola opportunità.
Non perché possa:
eliminare il rischio.
Ma perché può ridurre:
rumore;
tempo;
alternative palesemente poco interessanti.
Il membro dovrebbe vedere anche il perché
Il valore di una sintesi non dovrebbe essere soltanto:
“Questo è il progetto rimasto.”
Molto più utile è capire:
perché è stato approfondito;
quali rischi sono stati individuati;
quali dubbi rimangono;
quali alternative sono state escluse.
Così il membro non riceve soltanto:
un nome.
Riceve:
una struttura per comprenderlo.

Il “no” è parte del metodo
Quando parliamo di opportunità finanziarie siamo naturalmente attratti dai:
sì.
Sì a un investimento.
Sì a un progetto.
Sì a una nuova idea.
Ma un buon processo dovrebbe produrre:
molti più no
che sì.
Non perché bisogna avere paura.
Ma perché il capitale è:
limitato.
Il tempo è:
limitato.
E ogni decisione occupa:
entrambi.
Per questo la qualità di un metodo non dovrebbe essere misurata soltanto da:
quante opportunità trova.
Ma anche dalla capacità di:
eliminare rapidamente quelle che non meritano ulteriore attenzione.
FAQ
Scartare molte opportunità significa essere troppo prudenti?
Non necessariamente. Dipende dai criteri utilizzati. Lo screening serve a concentrare tempo e attenzione sulle alternative che meritano maggiore approfondimento.
Un progetto scartato è necessariamente cattivo?
No. Può semplicemente non rispettare determinati criteri, presentare informazioni insufficienti oppure non risultare coerente con il tipo di analisi svolta.
Qual è il primo filtro?
Capire chiaramente da dove dovrebbe nascere economicamente il risultato è un ottimo punto di partenza.
Perché è utile conoscere anche i progetti esclusi?
Perché aiuta a comprendere i criteri utilizzati, i rischi identificati e ciò che differenzia le alternative approfondite.
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