Longevity risk: se vivremo più a lungo, il vero rischio potrebbe essere raggiungere la libertà finanziaria troppo presto con il piano sbagliato
Longevity risk: se vivremo più a lungo, il vero rischio potrebbe essere raggiungere la libertà finanziaria troppo presto con il piano sbagliato
Immagina di costruire un ponte.
Hai calcolato che deve essere lungo:
30 metri.
Lo costruisci perfettamente.
Materiali eccellenti.
Progetto impeccabile.
Arrivi al metro 30.
Poi scopri che il fiume è largo:
40 metri.
Il problema non era la qualità del ponte.
Era la lunghezza del progetto.
Con la libertà finanziaria può succedere qualcosa di simile.
Puoi accumulare bene.
Investire bene.
Spendere con disciplina.
Ma se hai progettato il capitale per 25 anni e la tua vita finanziaria ne dura 40?
Nasce quello che viene chiamato:
longevity risk.
Il rischio, cioè, di vivere più a lungo di quanto il nostro piano economico riesca a sostenere.
Vivere più a lungo è una buona notizia
È importante partire da qui.
La longevità non è il problema.
È un enorme progresso.
In Italia la speranza di vita nel 2025 ha raggiunto circa 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne, collocando il Paese tra quelli europei con maggiore longevità.
Anche dopo i 65 anni l’orizzonte può essere molto lungo.
Nei Paesi OECD, nel 2024, la vita residua media a 65 anni era di circa 18,5 anni per gli uomini e 21,6 per le donne; entro il 2065 è prevista un’ulteriore crescita media rispettivamente di circa 4,2 e 3,7 anni.
Questa è una splendida notizia umana.
Ma finanziariamente significa:
più anni da finanziare.

Un anno in più non costa soltanto un anno di spese
Supponiamo che il nostro stile di vita richieda:
30.000 € all’anno.
Dieci anni in più sembrano equivalere a:
300.000 €.
Ma il calcolo reale è più complesso.
Perché nel frattempo esistono:
inflazione;
rendimenti;
tasse;
spese impreviste;
sanità;
assistenza;
cambiamenti nello stile di vita.
E soprattutto:
il patrimonio continua a essere utilizzato mentre i mercati continuano a muoversi.
Questo significa che la durata del piano modifica anche il rischio.
Il paradosso del FIRE
Il movimento FIRE ha un obiettivo affascinante:
diventare liberi prima.
Ma prima raggiungiamo l’indipendenza finanziaria, più lungo sarà il periodo che il capitale deve potenzialmente sostenere.
Pensionamento tradizionale
65 → 90
25 anni
FIRE a 55 anni
55 → 90
35 anni
FIRE a 45 anni
45 → 90
45 anni
E se vivi fino a 100?
55 anni di autonomia finanziaria.
Morningstar evidenzia proprio che un periodo di prelievo più lungo richiede generalmente un tasso iniziale più prudente rispetto al classico scenario trentennale.
Quindi esiste un apparente paradosso:
prima vuoi essere libero, più robusto deve essere il tuo piano.
Il longevity risk non è soltanto “finiranno i soldi?”
Ci sono almeno cinque livelli.
1. Durata
Il capitale deve durare più anni.
2. Inflazione
Più lungo è il periodo, più tempo ha l’aumento dei prezzi per modificare il costo della vita.
3. Sanità e assistenza
Alcuni costi possono aumentare soprattutto nella parte finale della vita.
Morningstar ha evidenziato come spese impreviste di assistenza a lungo termine possano incidere significativamente sulla sostenibilità di un portafoglio pensionistico.
4. Mercati
Più anni significano più cicli economici.
5. Cambiamenti personali
Famiglia.
Casa.
Paese.
Salute.
Stile di vita.
Quarant’anni sono abbastanza lunghi perché quasi tutto possa cambiare.

In Italia il tema è già percepito
Una ricerca 2026 riportata da Morningstar Italia mostra che il 77,5% degli italiani over 50 intervistati teme che le proprie risorse economiche possano non essere sufficienti per sostenere una vita più lunga. Nello stesso campione solo il 20,8% dichiarava di avere un fondo pensione.
Il punto non è generare paura.
È esattamente l’opposto:
trasformare un rischio vago in una variabile pianificabile.
Una possibile risposta: non dipendere da un unico serbatoio
Immaginiamo due modelli.
MODELLO A
Patrimonio: 1.000.000 €
Ogni mese prelevo.
Il capitale è il mio unico motore.
MODELLO B
Patrimonio finanziario
+
pensione futura
+
immobile
+
attività ridotta
+
flussi da asset produttivi
+
altre fonti
Nel secondo modello il patrimonio potrebbe non dover sostenere da solo ogni euro di consumo per 40 anni.
Questo non significa automaticamente che il secondo sia migliore.
Significa che possiede:
motori differenti.
Un’altra soluzione è mantenere la capacità di adattamento
La libertà finanziaria non dovrebbe trasformarsi in una gabbia.
Immagina una persona di 50 anni che abbia raggiunto una buona autonomia.
Potrebbe:
continuare un’attività che ama per 10 ore la settimana;
fare consulenze;
sviluppare un progetto;
creare un piccolo reddito.
Se genera:
1.000 € al mese,
sono:
12.000 € all’anno
che non devono essere prelevati dal patrimonio.
Il punto non è:
“Devo continuare a lavorare.”
Il punto è:
“Posso scegliere se farlo.”
E quella scelta aumenta la resilienza finanziaria.
Il capitale più importante potrebbe essere la flessibilità
Quando pianifichiamo 30, 40 o 50 anni nel futuro, nessun foglio Excel potrà prevedere tutto.
La vera robustezza potrebbe quindi derivare da quattro elementi:
CAPITALE
FLUSSI
LIQUIDITÀ
CAPACITÀ DI ADATTAMENTO

NON COSTRUIRE SOLTANTO UN CAPITALE. COSTRUISCI UN SISTEMA CHE POSSA ADATTARSI AL TEMPO.
La libertà finanziaria non dovrebbe avere una data di scadenza
Forse questo è il modo più semplice per descrivere il longevity risk.
Non dobbiamo soltanto raggiungere la libertà finanziaria.
Dobbiamo progettare perché sia:
sostenibile.
La longevità rende meno interessante la domanda:
“Quanto mi serve per smettere di lavorare?”
e molto più interessante:
“Come costruisco un sistema capace di accompagnarmi anche se la vita sarà molto più lunga di quanto oggi immagini?”
FAQ
Cos’è il longevity risk?
È il rischio che una persona viva più a lungo rispetto alla durata prevista dal proprio piano finanziario e quindi esaurisca prematuramente le risorse disponibili.
Significa che bisogna pianificare necessariamente fino a 100 anni?
No. Significa considerare scenari di longevità più lunghi e analizzare cosa accadrebbe al piano.
Andare in FIRE molto giovani aumenta il problema?
Può aumentare l’orizzonte di finanziamento e quindi il numero di anni durante i quali mercato, inflazione e spese possono influenzare il patrimonio.
Creare più fonti di reddito elimina il longevity risk?
No, ma può ridurre la dipendenza da un unico patrimonio o da una sola fonte.
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