Cash flow e profitto: perché non sono la stessa cosa

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Meta description: Un’azienda può avere denaro in cassa senza essere redditizia, oppure produrre utile e avere poca liquidità. Scopri la differenza tra ricavi, profitto e cash flow.

Cash flow non significa profitto: l’errore che può far sembrare redditizio un progetto che non lo è

Ogni mese entrano:

100.000 euro.

Sembra un business fantastico.

Ma ora aggiungiamo un’informazione.

Ogni mese escono:

110.000 euro.

La storia cambia completamente.

Questo esempio è evidente.

Ma esistono casi molto meno intuitivi.

Un’attività può avere:

molto denaro sul conto

e

perdere soldi.

Oppure può mostrare:

un utile

ma

avere pochissima liquidità.

Per capire un progetto di economia reale dobbiamo quindi distinguere almeno tre cose:

RICAVI

PROFITTO

CASH FLOW

Non sono sinonimi.

Primo livello: ricavi

L’azienda vende:

100 prodotti.

Prezzo:

1.000 €.

Ricavi:

100.000 €.

Ottimo.

Ma per produrre quei 100 prodotti ha sostenuto:

materiali;

personale;

energia;

logistica;

marketing;

affitto;

software;

interessi.

Supponiamo:

costi complessivi:

90.000 €.

Rimane:

10.000 €.

Questo ci avvicina al concetto di:

profitto.



Come può accadere?

Supponiamo che tu abbia venduto:

100.000 €.

Ma i clienti abbiano pagato soltanto:

70.000 €.

Gli altri:

30.000 €

verranno incassati tra:

60 giorni.

Nel conto economico potresti avere già registrato:

il ricavo.

Sul conto corrente però:

quei soldi non sono ancora arrivati.

E nel frattempo devi pagare:

stipendi;

fornitori;

affitto.

Questa è una delle differenze fondamentali tra:

competenza economica

e

movimento di cassa.

La SEC sintetizza bene il concetto: il conto economico può mostrare se una società ha prodotto un utile, mentre il rendiconto finanziario mostra se ha effettivamente generato cassa.

Il contrario può accadere?

Sì.

Un’azienda potrebbe avere:

molta cassa

ma non essere redditizia.

Come?

Immagina che perda:

100.000 €.

Poi la banca concede:

500.000 € di finanziamento.

Sul conto arrivano:

500.000 €.

Cash flow del periodo?

La cassa aumenta.

Il business è diventato improvvisamente profittevole?

No.

Ha semplicemente:

preso a prestito del denaro.

IAS 7 distingue proprio i flussi di cassa tra:

attività operative;

attività di investimento;

attività di finanziamento.

Quindi dobbiamo chiedere:

da dove arriva la cassa?

Cash flow operativo

È probabilmente la parte più interessante quando vogliamo capire se l’attività riesce a produrre cassa attraverso:

il proprio business.

Per esempio:

incassi dei clienti

meno

pagamenti operativi.

Se il business continua ad avere bisogno di:

nuovo debito;

nuovo capitale;

nuovi soci

per sopravvivere,

potremmo avere un problema di sostenibilità.

Non necessariamente.

Una startup in rapida crescita può bruciare cassa volutamente.

Ma dobbiamo sapere:

perché.

Poi arrivano gli investimenti

Supponiamo che l’azienda produca:

100.000 € di cassa operativa.

Fantastico.

Ma ogni anno deve sostituire:

macchinari;

server;

auto;

impianti.

Spende:

90.000 €.

Quanto rimane economicamente disponibile?

Molto meno.

Questo è il motivo per cui guardare soltanto:

cash flow operativo

può non bastare.

Dobbiamo capire anche:

quanto capitale deve essere reinvestito per mantenere l’attività.



E l’ammortamento?

Prendiamo un macchinario.

Costo:

100.000 €.

Lo paghi oggi.

Contabilmente il suo costo può essere distribuito negli anni attraverso:

ammortamenti.

Questo crea un’altra differenza.

Il denaro può uscire:

oggi.

Il costo economico può essere riconosciuto:

nel tempo.

Per questo utile e cash flow non coincidono necessariamente.

IFRS sottolinea infatti che il rendiconto finanziario riconcilia il risultato economico con movimenti di cassa, considerando anche transazioni non monetarie, differimenti e variazioni di attività e passività operative.

Anche il capitale circolante può divorare la cassa

Immagina un business in forte crescita.

Fatturato:

1 milione.

Poi:

2 milioni.

Poi:

4 milioni.

Fantastico?

Forse.

Ma per raddoppiare le vendite deve comprare:

molto più magazzino.

E i clienti pagano a:

90 giorni.

Risultato:

il fatturato cresce.

Il profitto potrebbe crescere.

Ma il business ha continuamente bisogno di:

cassa.

Perché il capitale rimane bloccato in:

magazzino;

crediti verso clienti.

Quindi:

crescita non significa automaticamente liquidità.

Un progetto può mostrare cash flow positivo e continuare a distruggere valore

Supponiamo:

Cash flow operativo:

+100.000 €

Nuovo debito:

+300.000 €

Acquisto attrezzature:

-250.000 €

Cassa finale:

+150.000 €.

Guardando soltanto il conto corrente:

“Abbiamo 150.000 € in più.”

Ma una parte importante deriva:

dal debito.

Per capire se l’attività sta creando valore dobbiamo analizzare:

redditività;

debito;

investimenti;

capitale circolante;

margini.

La SEC ricorda che nessun singolo prospetto racconta l’intera storia: conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario devono essere letti insieme.

Cinque domande davanti a un progetto di economia reale

1. Quanto fattura?

Interessante.

Ma non basta.

2. Qual è il margine?

Quanto resta dopo i costi?

3. Quanto incassa realmente?

I clienti pagano?

Quando?

4. Quanto deve reinvestire?

Macchinari?

Flotta?

Software?

Magazzino?

5. Da dove arriva la cassa?

Clienti?

Debito?

Nuovi investitori?

Vendita di asset?

Questa quinta domanda cambia moltissimo l’analisi.


Il cash flow è fondamentale. Ma non racconta tutto da solo

Un’attività sana ha bisogno:

di profitto;

di cassa;

di capitale adeguato;

di investimenti sostenibili.

Sono elementi collegati.

Ma differenti.

Il cash flow ci dice:

come si muove il denaro.

Il profitto ci aiuta a capire:

se economicamente ricavi e costi stanno creando valore.

Il bilancio patrimoniale ci mostra:

cosa possiede e cosa deve l’azienda.

Metterli insieme ci permette di capire molto meglio:

il motore economico.

Ed è proprio questo il passaggio decisivo quando analizziamo una rendita collegata all’economia reale.

Non fermarci al:

“ogni mese entra denaro”.

Ma chiederci:

“perché entra, quanto rimane e quanto capitale serve perché possa continuare?”

FAQ

Cash flow e utile sono la stessa cosa?
No. Il profitto è una misura economico-contabile, mentre il cash flow misura entrate e uscite effettive di cassa.

Un’azienda può essere profittevole ma avere poca cassa?
Sì. Per esempio se i clienti pagano lentamente, cresce il magazzino o servono forti investimenti.

Può avere molta cassa ma perdere soldi?
Sì. La liquidità può arrivare da prestiti, nuovi soci o vendita di asset invece che dalle operazioni.

Quali tipi di cash flow esistono?
IAS 7 distingue flussi operativi, di investimento e di finanziamento.

Qual è quindi il numero più importante?
Non esiste un singolo numero sufficiente. La struttura va analizzata nel suo complesso.

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