Sequence of Returns Risk: il rischio che può colpire proprio quando hai finalmente raggiunto l’indipendenza finanziaria
Hai raggiunto il tuo obiettivo.
Capitale:
1.000.000 €.
Lasci il lavoro.
Il piano sembra semplice.
Prelevi:
40.000 € all’anno.
Il mercato nel lungo periodo farà il suo lavoro.
Poi arrivano i primi due anni:
-20%.
-10%.
Il problema non è soltanto che il mercato è sceso.
Il problema è che contemporaneamente tu devi:
prelevare denaro per vivere.
Ed è qui che entra in gioco uno dei rischi più importanti, e meno intuitivi, della libertà finanziaria:
Sequence of Returns Risk.
In italiano possiamo chiamarlo:
rischio della sequenza dei rendimenti.
La media non racconta l’intera storia
Immagina due persone.
Entrambe iniziano con:
1.000.000 €.
Entrambe prelevano:
40.000 € all’anno.
Entrambe attraversano esattamente gli stessi cinque rendimenti:
-20%
-10%
+5%
+15%
+20%
La media è identica.
Ma cambiamo soltanto:
l’ordine.
PERSONA A
-20%
-10%
+5%
+15%
+20%
PERSONA B
+20%
+15%
+5%
-10%
-20%
Se, in un esempio puramente illustrativo, applichiamo ogni rendimento e poi preleviamo 40.000 € a fine anno, dopo cinque anni:
PERSONA A
rimane con circa:
789.956 €
PERSONA B
rimane con circa:
877.464 €
Differenza:
oltre 87.000 €.
Stessi rendimenti.
Stessa media.
Stessi prelievi.
Cambia soltanto:
quando arrivano gli anni negativi.

Perché accade?
Se non prelevassimo denaro, l’ordine dei rendimenti avrebbe un’importanza molto minore sul risultato finale di una sequenza composta dagli stessi rendimenti.
Ma durante il pensionamento continuiamo a:
vendere asset.
Quando il mercato scende del 20%, il capitale diminuisce.
Se contemporaneamente preleviamo 40.000 €, eliminiamo dal portafoglio quote che non potranno partecipare all’eventuale recupero successivo.
È un doppio effetto:
MERCATO NEGATIVO
riduce il patrimonio.
PRELIEVO
riduce ulteriormente il capitale disponibile per recuperare.
Morningstar descrive proprio questo rischio come particolarmente importante nei primi anni del pensionamento, quando perdite iniziali accompagnate da prelievi possono compromettere la capacità del portafoglio di sostenere la spesa futura.
Perché i primi anni sono così importanti?
Supponiamo che una perdita del 20% arrivi:
a 41 anni
oppure
a 80 anni.
Per una persona che ha appena iniziato un pensionamento anticipato, la perdita iniziale influenza:
decenni di prelievi futuri.
Una perdita molto più avanti nel percorso ha meno tempo per compromettere l’intero piano.
Morningstar parla infatti di una vera e propria retirement risk zone attorno agli anni vicini alla pensione, proprio perché il portafoglio passa dalla fase di accumulo a quella di prelievo.
La cosa paradossale: puoi avere ragione sulla media e perdere comunque
Supponiamo che il tuo piano utilizzi:
“7% medio annuo”.
E sul lungo periodo il mercato produca davvero:
7%.
Potresti comunque incontrare:
-25%;
-15%;
+3%
nei primi anni.
Poi anni eccellenti.
La media a 20 anni potrebbe perfino rispettare le ipotesi.
Ma il tuo patrimonio potrebbe essere stato danneggiato prima.
Questo ci insegna una cosa importante:
un rendimento medio non è una traiettoria.
È semplicemente:
una media.

Come si può gestire questo rischio?
Non possiamo sapere:
quale sarà il prossimo anno.
Quindi non possiamo eliminare la sequenza.
Possiamo però progettare:
margine.
1. Liquidità
Avere una riserva può ridurre la necessità di vendere immediatamente asset volatili.
2. Diversificazione
Asset con comportamenti differenti possono aiutare a ridurre la dipendenza da un solo mercato.
3. Spesa flessibile
In un anno particolarmente negativo, ridurre temporaneamente alcune spese può limitare il capitale prelevato.
Morningstar rileva che chi incontra rendimenti negativi nei primi anni e non riduce la spesa presenta una probabilità maggiore di esaurire prematuramente il patrimonio rispetto a chi attraversa una sequenza iniziale favorevole.
4. Altri flussi di reddito
Questo elemento è particolarmente interessante.
Supponiamo che ti servano:
40.000 €.
Ma:
15.000 €
arrivino da altre fonti.
Il portafoglio deve fornire:
25.000 €.
In un mercato negativo la pressione sulle vendite diminuisce.
Non elimina il rischio.
Ma cambia:
quanto devi chiedere al capitale proprio nel momento peggiore.
Il FIRE dovrebbe avere una modalità “crisi”
Un piano progettato soltanto per:
lo scenario medio
è fragile.
Possiamo invece chiederci:
Cosa faccio se il primo anno il mercato perde il 20%?
E se lo fa per due anni?
Quanto posso ridurre le spese?
Quanti mesi posso vivere senza vendere asset?
Quali altri flussi possiedo?
Dove posso recuperare liquidità?
Queste domande trasformano il FIRE da:
numero
a:
sistema.
La media storica non è il tuo futuro personale
Questa distinzione è essenziale.
Due persone possono investire nello stesso mercato.
Con la stessa asset allocation.
Con gli stessi rendimenti complessivi.
Ma andare in pensione:
a cinque anni di distanza.
Una incontra:
un bull market.
L’altra:
una crisi.
Il loro risultato può essere completamente differente.
È proprio per questo che Morningstar continua a considerare il sequence risk una delle principali vulnerabilità nella transizione dall’accumulo alla fase di prelievo.

Raggiungere l’indipendenza è soltanto metà del lavoro
Durante l’accumulo la domanda è:
“Come costruisco capitale?”
Quando raggiungiamo la libertà finanziaria cambia:
“Come evito di essere costretto a consumarlo nel momento sbagliato?”
E questa seconda domanda può essere perfino più difficile.
Perché non controlliamo:
il mercato.
Ma possiamo lavorare su:
spese;
liquidità;
fonti di reddito;
diversificazione;
flessibilità.
Il vero obiettivo quindi non dovrebbe essere soltanto:
raggiungere la libertà finanziaria.
Dovrebbe essere:
costruire una libertà capace di attraversare anche gli anni sbagliati.
FAQ
Cos’è il Sequence of Returns Risk?
È il rischio che una sequenza negativa di rendimenti, soprattutto all’inizio della fase di prelievo, comprometta la sostenibilità futura del patrimonio.
Perché non conta soltanto il rendimento medio?
Perché quando esistono prelievi, il momento in cui arrivano guadagni e perdite influenza quanta parte del capitale rimane investita.
Il rischio esiste anche durante l’accumulo?
Sì, ma assume particolare importanza vicino e dopo l’inizio del pensionamento, quando il portafoglio deve finanziare prelievi.
Una riserva di liquidità elimina il problema?
No. Può aiutare a evitare alcune vendite forzate durante mercati negativi, ma possiede anch’essa costi e limiti.
Creare altre fonti di reddito può aiutare?
Può ridurre la quantità di denaro che deve essere prelevata dal portafoglio, ma ogni fonte aggiuntiva deve essere analizzata per rischi, costi e sostenibilità.
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