Prima dell’investimento viene la checklist: 7 domande che eliminano molte opportunità prima ancora di analizzarne il rendimento
Ti propongono una nuova opportunità.
La prima domanda che nasce spontaneamente è spesso:
“Quanto rende?”
5%?
8%?
12%?
20%?
È comprensibile.
Ma potrebbe essere la domanda sbagliata da fare per prima.
Perché sapere che qualcosa potrebbe produrre un rendimento del 10% serve a poco se non sappiamo:
chi dovrebbe pagarlo;
perché dovrebbe pagarlo;
quale capitale rischiamo;
come possiamo recuperare i soldi.
La percentuale senza il modello economico è soltanto:
un numero.
Per questo, prima di analizzare il rendimento, possiamo utilizzare una checklist.
Sette domande.
Se una proposta non riesce a superare le prime, forse non vale la pena dedicare ore alle successive.
Domanda 1 — Da dove nasce realmente il rendimento?
Partiamo dal motore.
Qualcuno deve generare valore.
Sempre.
Esempio lending:
DEBITORE
→ usa capitale
→ genera cash flow
→ paga interessi
Immobiliare:
INQUILINO
→ utilizza immobile
→ paga canone
Software:
CLIENTE
→ utilizza servizio
→ paga abbonamento
Trading:
STRATEGIA
→ opera sul mercato
→ risultati dipendono dall’esecuzione e dai movimenti dei prezzi
La domanda è:
chi genera materialmente il denaro che dovrebbe arrivare a me?
Se la risposta è:
“Il sistema genera rendimento.”
non abbiamo ancora una risposta.
Quale sistema?
Con quale attività?
Pagato da chi?
Il rendimento non dovrebbe mai essere considerato un evento spontaneo.

Domanda 2 — Chi è la controparte?
Se presto denaro:
chi deve restituirmelo?
Se deposito capitale su una piattaforma:
chi lo custodisce?
Se acquisto un token:
chi lo emette?
Se partecipo a un progetto:
quale società firma il contratto?
La controparte è il soggetto dal quale dipende una parte del risultato.
Può essere:
azienda;
banca;
gestore;
piattaforma;
emittente;
debitore;
custode.
Più un modello possiede passaggi intermedi, più dobbiamo capire:
chi fa cosa.
Domanda 3 — Quanto capitale posso realmente perdere?
Questa domanda è molto diversa da:
“Qual è il rendimento previsto?”
Immaginiamo:
possibile rendimento 10%.
Capitale:
10.000 €.
La vera analisi dovrebbe chiedere:
posso perdere 500 €?
2.000 €?
Tutti i 10.000 €?
Il capitale è garantito da qualcosa?
La garanzia è realmente escutibile?
Esistono priorità tra creditori?
Investor.gov ricorda che ogni investimento comporta un certo livello di rischio e che, in generale, maggiori rendimenti potenziali sono associati a maggior rischio.
Questo non significa:
rendimento alto = investimento cattivo.
Significa:
rendimento alto = capire meglio quale rischio viene remunerato.
Domanda 4 — Come recupero il capitale?
Questa è forse la domanda più trascurata.
Tutti studiano:
come entrare.
Pochi studiano:
come uscire.
Possiamo recuperare il capitale attraverso:
vendita;
rimborso;
scadenza;
mercato secondario;
prelievo;
riacquisto da parte dell’emittente.
Ma dobbiamo sapere:
quanto tempo serve?
Esistono penali?
Serve un compratore?
L’uscita può essere sospesa?
Investor.gov definisce la liquidità proprio come la facilità con cui un investimento può essere acquistato o venduto; una bassa liquidità può impedire di uscire quando desiderato o costringere a farlo a condizioni peggiori.

Domanda 5 — Il modello economico è sostenibile?
Supponiamo che un’attività prometta un certo flusso.
Dobbiamo capire se esiste un’economia in grado di sostenerlo.
Chiediamo:
quanto incassa?
Quanto costa?
Chi sono i clienti?
Esiste domanda?
Il margine è sufficiente?
Quanto capitale serve?
Il rendimento distribuito è inferiore al valore generato?
Facciamo un esempio.
Una società incassa:
Ha costi:
Margine:
Se promette di distribuire:
40,
qualcosa non torna.
La domanda non è:
“Ha pagato fino a oggi?”
È:
“Il modello può continuare economicamente?”
Domanda 6 — Quali regole governano il progetto?
Qui entriamo nella struttura.
Dobbiamo capire:
Paese;
società;
contratto;
eventuale regolamentazione;
licenze necessarie;
custodia;
diritti del partecipante.
La SEC, nella propria guida per gli investitori, suggerisce di verificare tra le altre cose se il soggetto che propone un investimento è autorizzato, se l’offerta è registrata quando necessario, quali rischi presenta e soprattutto se l’investitore comprende realmente ciò che sta acquistando.
Non significa che ogni progetto debba essere un titolo finanziario registrato.
Significa che dobbiamo capire:
quale normativa si applica realmente a quel modello.
Domanda 7 — Cosa dovrebbe succedere perché questa opportunità smetta di funzionare?
Questa è probabilmente la domanda più intelligente dell’intera checklist.
Non:
“Perché funzionerà?”
Ma:
“Come potrebbe rompersi?”
Possibili risposte:
il cliente smette di pagare;
la domanda diminuisce;
la piattaforma fallisce;
un token perde liquidità;
cambia la normativa;
aumentano i costi;
la strategia non funziona più;
la controparte diventa insolvente;
una tecnologia diventa obsoleta.
Ogni modello dovrebbe avere una:
mappa dei punti di rottura.
Solo adesso possiamo tornare al rendimento
Abbiamo capito:
motore;
controparte;
capitale a rischio;
liquidità;
sostenibilità;
regole;
scenario negativo.
Adesso possiamo chiedere:
“Quanto rende?”
E quella percentuale possiede finalmente un contesto.
Un 6% con:
elevata liquidità;
struttura semplice;
rischi comprensibili
è completamente diverso da un 6% con:
capitale bloccato;
cinque controparti;
nessun mercato secondario;
struttura difficile da verificare.
La percentuale è identica.
L’investimento no.

Una checklist protegge soprattutto da noi stessi
Il vantaggio non è soltanto tecnico.
È psicologico.
Quando ci innamoriamo di un’idea iniziamo inconsciamente a cercare:
conferme.
Una checklist invece pone sempre le stesse domande.
Anche quando siamo entusiasti.
Anche quando tutti ne parlano.
Anche quando il rendimento sembra interessantissimo.
Per questo un metodo può essere più importante della singola opportunità.
Investor.gov raccomanda espressamente di comprendere rischi, costi, liquidità e caratteristiche dell’investimento e di svolgere ricerca prima di impegnare capitale.
FAQ
Qual è la prima domanda da fare davanti a un investimento?
Una delle più importanti è capire da dove nasce economicamente il rendimento.
Perché la liquidità è così importante?
Perché un asset può avere valore sulla carta ma risultare difficile o costoso da vendere quando hai bisogno del capitale.
Una garanzia elimina il rischio?
No. Bisogna analizzare valore, titolarità, liquidità e modalità concrete di escussione della garanzia.
Quando dovrei chiedere quanto rende?
Dopo aver compreso almeno struttura, rischi, controparte, liquidità e motore economico.
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