Asset produttivi: conta di più possedere il bene o ciò che produce?

Possedere l’asset o possedere ciò che l’asset produce?

Immagina due automobili identiche.

Stesso modello.

Stesso prezzo.

Stesso anno.

La prima rimane parcheggiata in garage.

La seconda viene utilizzata ogni giorno all’interno di un servizio.

Sono due beni uguali.

Ma economicamente stanno facendo due lavori completamente diversi.

Questo esempio ci porta a una domanda molto interessante:

quando osserviamo un asset, dovremmo concentrarci su ciò che vale oppure su ciò che può produrre?

Un bene fermo e un bene produttivo

Un’automobile parcheggiata può avere valore.

Ma può anche avere:

assicurazione;

manutenzione;

bollo;

svalutazione.

Quindi possedere il bene non significa automaticamente generare un flusso economico.

Se quella stessa automobile viene utilizzata in un servizio di noleggio o car sharing, entra in gioco un’altra variabile:

l’utilizzo.

Qualcuno paga per poter utilizzare quell’asset.

Ed è proprio l’utilizzo a creare il flusso.



Pensiamo a una casa

Una casa vuota non genera automaticamente reddito.

Anzi.

Può generare spese.

Ma quando qualcuno paga un canone per utilizzarla, la situazione cambia.

La casa è sempre la stessa.

È cambiato il modo in cui viene utilizzata.

Questa semplice idea vale per tantissimi beni.

Pensiamo al software

Un programma informatico può essere copiato su un computer e rimanere inutilizzato.

Oppure può essere utilizzato da mille aziende che pagano un abbonamento mensile.

Il codice è l’asset.

Ma ciò che produce il flusso economico è:

l’utilizzo da parte dei clienti.

Questo è il principio alla base di molti modelli SaaS.

Software as a Service.

In parole semplici:

software come servizio.

E una GPU?

Una GPU è un componente hardware molto potente.

Può rimanere spenta.

Oppure può essere utilizzata per:

intelligenza artificiale;

rendering;

calcolo;

elaborazione dati.

Ancora una volta:

stesso asset.

Risultato economico completamente diverso a seconda dell’utilizzo.

Il concetto chiave: utilization rate

Esiste un termine inglese molto utile:

utilization rate.

Possiamo tradurlo in modo semplice come:

quanto viene realmente utilizzato un asset.

Immagina due automobili.

Automobile A:

utilizzata 2 ore alla settimana.

Automobile B:

utilizzata 40 ore alla settimana.

Non possiamo dire automaticamente quale produca più valore, perché dobbiamo considerare costi, prezzi e altre variabili.

Ma capiamo immediatamente che il tempo di utilizzo è un dato importante.



Ma attenzione: più utilizzo non significa automaticamente più guadagno

Questo punto è importante.

Un’automobile utilizzata continuamente si usura.

Una macchina consuma energia.

Un immobile richiede manutenzione.

Un software ha costi di sviluppo, server e assistenza.

Quindi non dobbiamo commettere l’errore:

più utilizzo = più guadagno certo.

Dobbiamo guardare l’intero modello.

Ricavi.

Costi.

Durata.

Manutenzione.

Rischi.

Domanda.

Efficienza.

Una nuova maniera di guardare gli asset

Siamo abituati a pensare:

“Quanto vale questa cosa?”

Proviamo ad aggiungere una seconda domanda:

“Cosa produce?”

E una terza:

“Chi paga per ciò che produce?”

Improvvisamente iniziamo a vedere il mondo in modo diverso.

Un’automobile non è soltanto un’automobile.

Può essere un mezzo utilizzato per un servizio.

Un software non è soltanto del codice.

Può diventare uno strumento noleggiato a un’azienda.

Una GPU non è soltanto hardware.

Può fornire capacità di calcolo.

Una casa non è soltanto un immobile.

Può fornire uno spazio che qualcuno paga per utilizzare.

FAQ

Cos’è un asset produttivo?

È un bene che viene utilizzato all’interno di un’attività capace di generare un flusso economico.

Possedere un asset significa avere automaticamente una rendita?

No. Il bene deve essere utilizzato all’interno di un modello economicamente sostenibile.

Cos’è l’utilization rate?

È una misura di quanto un asset viene effettivamente utilizzato.

Più utilizzo significa sempre più rendimento?

No. Bisogna considerare anche costi, usura, manutenzione, domanda e rischi.

Come facciamo a capire se un modello basato su un asset ha davvero senso?


 


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